In quel che vossi menà, me pars vedì

ch'el me pianziva tutti i me paret

e per amor de quei am son pentit.

Dove troviamo poi espresso più manifestamente l'antagonismo contro i facchini che nelle città marittime monopolizzavano il lavoro manuale dei porti, è nella nota novella del Delli Fabrizi intitolata La va da tristo a cattivo, dalla quale apprendiamo che in quel tempo Venezia era invasa da facchini bergamaschi ed albanesi[176]. Contro questi si scaglia violentemente l'autore, attribuendo alla loro invasione il deperimento morale della sua patria, Venezia, nel medesimo modo con cui Dante, come nota Vittorio Imbriani, attribuiva la rovina di Firenze al fatto dell'ammissione dei villani entro le mura. Crediamo opportuno riferire qui i passi più caratteristici della satira contenuta in questa novella contro i Bergamaschi:

Cantica I. Di due pessime genti feccia e schiume

Di ciascun vizio: et ad ogni virtute

Più adverse, di quante altre Febo allume

Questo proverbio..... par che inizio avesse.

. . . . . . . . . . . . . . . .

Di l'un fachini i genitori foro[177]