Il lattoniere, accarezzandosi il mento con la mano nera di piombo, continuò a citare, pacatamente, col tono d'uno che dettasse. — Un gran numero di città inglesi avevano convertito in servizi municipali, con piena soddisfazione del pubblico, i servizi dell'acqua potabile, del gas, della luce elettrica, ricavandone benefizi enormi e ribassando i prezzi. Il municipio di Glascow s'era assunto anche l'esercizio dei tranvai, riducendo l'orario degl'impiegati, aumentando i salari e istituendo le corse di cinque centesimi per mezzo miglio, con un profitto molto superiore al canone che gli pagavan prima le Società private.... —

Tutta la disapprovazione che possono esprimere la nuca e la schiena d'un cittadino io la vidi espressa a quelle parole dall'aspetto posteriore del cavalier Bicchierino; il quale doveva credere esagerati iperbolicamente i dati di fatto, se pur non credeva tutte una fantasia quelle citazioni.

Il lattoniere continuò, insistendo sull'esempio del municipio di Glascow, che da qualche anno esercita con vantaggio proprio e del pubblico anche altre funzioni di indole più privata. — Giusto, perchè il municipio non potrebbe anche incaricarsi di far lavare la biancheria?

A quest'ultimo colpo, il buon cavalier Bicchierino non si potè più contenere e si voltò a guardarci mostrandoci negli occhi arrotondati e nella bocca aperta tutta la stupefazione che può contenere un'anima umana. Diede uno sguardo all'oratore e un altro a me, che avevo l'aria d'approvare, e in quello sguardo lessi la mia sentenza. Un uomo che stava a sentire, acconsentendo, delle stravaganze così spropositate, delle assurdità così mattamente ridicole, non poteva essere che un insensato, meritevole della più profonda commiserazione; un uomo da perdonargli che gli paresse stretta via Garibaldi e che tagliasse il Popolo con le dita. E dal modo come voltò le spalle e riprese il suo atteggiamento capii che non mi restava più nessuna, nessuna speranza di risollevarmi nella sua stima.

*

Feci un'altra corsa disgraziata pochi giorni appresso: il ventidue, memorando. Era incominciata bene, peraltro. Ero occupato da qualche tempo a far raccolta fra i passeggieri di tutte quelle espressioni: — Io dico la verità.... diciamo la verità.... per dir la verità.... siamo sinceri.... francamente parlando.... parliamoci schietto, ecc., che, appunto perchè occorrono così maravigliosamente fitte sulla bocca di tutti, sono una prova patente della quasi universale bugiarderia degli uomini, nei quali deriva dalla coscienza di mentir quasi sempre il sospetto di non esser creduti mai. Infervorato in questo lavoro, ero molto contento quella sera d'avere fatto una buona collezione in dieci minuti sulla giardiniera del Foro Boario, e stavo osservando con piacere, nella conversazione di due signori, che c'è anche un modo cortese e usatissimo di darsi a vicenda del bugiardo con le formole: — Dice la verità?... Ma è vero proprio?... Mi dà la sua parola?... — quando quel senso misterioso che ci annunzia la presenza d'un nemico alle spalle mi fece voltare il viso indietro.... e riconobbi gli occhi malevoli e il pizzo ostile di Guyot; il quale discorreva piano con un grosso signore sonnecchiante, seduto alla sua destra. Ero ben certo che mi avrebbe sempre odiato; ma il suo sguardo mi fece capire in quel punto che la scena del Grido e della Lotta aveva invelenito terribilmente il suo odio, e che egli covava in petto il proposito d'una vendetta. — È la sua volta — pensai — non c'è che rassegnarsi. E stetti aspettando, con l'orecchio all'erta.

Il cuore non m'aveva ingannato. Non passò un minuto che l'udii parlare con quella particolare sillabazione di chi vuol farsi sentire da qualcuno, che non è la persona a cui parla. Aveva una curiosa voce, che pareva uscirgli dalle narici, con un soffio di siringa vuota. Galeotto della vendetta fu il giornale che teneva fra le mani.

— Ha visto? — domandò al suo vicino. — Hanno sciolto la Camera di lavoro di Livorno.

E dopo una pausa: — Pare anche che il Codronchi, in Sicilia, si decida a procedere con energia. Ha sciolto la federazione socialista di Corleone.

Il signore insonnito rispondeva con monosillabi d'approvazione.