In questo punto gli parve di sentirsi dietro un cigolìo come di grossa porta che si muova lentamente sui cardini; si volse, guardò attorno, e si accorse che era nel corridoio d'entrata, vicino alla porta del quartiere. Un'ombra nera si avanzava sospettosa rasente il muro, come una figura di bassorilievo ambulante; moveva due passi, si fermava, si guardava attorno, ricominciava ad andare, si fermava un'altra volta, come avesse paura; giunse alla porta, tossì, strisciò i piedi, ed ecco sul limitare della porta del corpo di guardia un'altra figura, come la prima, circospetta e guardinga. Si scambiarono poche parole sommessamente; la porta s'aperse adagio adagio, uno di que' due spari.—Ah! lo riconobbi,—pensò il sognatore, il sergente dell'ottava.—E si volse e ne vide un altro. Dietro a questo un terzo. E poi un quarto. Il sergente della quinta. Il furiere della sesta. Il furiere della terza.—Ah! traditori!—sognò di gridare—alla sala tutti! tutti alla sala! sergente di guardia! sergente....
In questo momento gli parve di dar della mano contro qualche cosa di cedevole e di lanoso. Si volge; è un letto. Dietro a questo un altro, e poi un altro, e un altro ancora, una lunga fila di letti. Guarda intorno e s'accorge d'essere in un dormentorio; un lumicino in fondo al camerone rischiarava velatamente gli oggetti; tutto taceva; si sarebbe sentito volare una mosca. All'improvviso uno dei dormenti comincia a russare, dapprima leggermente, poi più forte, poi in un modo da farsi sentir nella strada. Qualcuno si sveglia. Un vicino tende le braccia, sbadiglia, si frega gli occhi e scappa fuori a dire:—Ohè! non potresti dormire un po' più da cristiano?—Niente, non se ne dà per inteso.—Hai capito di dormire un po' più da cristiano?—gli urla più forte il vicino. Niente; gli è come parlare al muro.—Corpo di una bomba!—esclama questi saltando giù dal letto, ora t'aggiusto io.—Se gli avvicina, lo afferra per ambe le braccia e gli dà una scossa così gagliarda che ne trema il suo letto e quello dei vicini. Il russatore si scuote, si desta, intravvede, comprende, un calcio alle coperte, un grido, un salto, è in piedi col guanciale nelle mani, e giù sulla nuca all'importuno una botta da orbo. Questi gli rende la pariglia; il primo incalza; un terzo accorre in sostegno del più debole; un quarto vola in difesa del primo; s'impegna la zuffa; tutti balzan dal letto; cresce il baccano; il lume si spegne; le schiere si confondono; un vetro è andato in pezzi; un altro; gli zaini vengon giù dalle assicelle, le lenzuola giù dai letti, i fucili giù dalle rastrelliere.... Il povero sognatore stordito, convulso, cieco d'ira, sta per mandar fuori un grido poderoso che copra quel frastuono d'inferno e inarca la persona per slanciarsi in mezzo alla mischia....
In quel punto sentì bussare gagliardamente alla porta, e gli parve che una voce lo chiamasse per nome. Palpitante, esterrefatto, tutto grondante di sudore, si levò faticosamente a sedere, tese l'orecchio, trattenne il respiro.—Tenente! tenente! il capitano d'ispezione,—disse un'altra volta quella voce.
—Dio mio! presto, le calze, le calze; dove sono le calze? No, non importa; i calzoni.... dove sono? Ah! eccoli.... presto. Le scarpe, ih! non possono entrare; su, su, su, ci sono. La tunica; un braccio, un altro.... la tunica c'è. La sciabola.... Ma dov'è in nome di Dio questa sciabola? La sciarpa, adesso, la sciarpa, va a trovare la sciarpa.... Eccola qui; ah! finalmente....
E così vestito alla carlona, colla tunica sbottonata, senza calze, senza cravatta, senza mutande, s'avventò trafelando alla porta, l'aperse, guardò intorno e lo vide.... Vide il capitano d'ispezione, dritto, immobile, rigido, colle braccia incrociate sul petto e la tesa del berretto calata sugli occhi e gli occhi scintillanti sotto le sopracciglia aggrottate come due carboni roventi.
—Ha fatto la ronda?
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Ora io domando: è peggio fare un sogno di questa sorte, o buscarsi una scalmana facendo la ronda, od anco dare una stincata in qualche letto allo scuro? Io sono per la stincata e per l'infreddatura. E credo che la più parte dei lettori siano con me.