—Quattro giorni che non scrive! Povero Alberto, dorme per terra; soffrirà, si sarà ammalato; chi sa cosa gli sarà seguito! Oh Dio mio! Un telegramma al colonnello, subito.

E mandò il telegramma:—Datemi notizie di Alberto. Vi supplico. Non ricevo lettere. Tremo per la sua salute.—

Il colonnello le rispose subito:—Sta benone. Ma è tanto delicato!—

Mia madre capì l'ironia, e si stizzì un pochino, e prese la penna e cominciò:—Carissimo amico. Non dico che Alberto sia delicato; ma credo di poter....—Smise.

La divisione Cugia è partita per Cremona; da Cremona andrà verso Goito. Una lettera della madre dice così:

—....Dirai che sono una sciocca, che parlo di cose che non capisco; ma tant'è, io questa gran necessità di passar subito il Mincio non la vedo. Se fossi il generale La Marmora, mi pare che aspetterei ancora; non si sa mai cosa possa accadere; ad ogni modo farei prima andare avanti i soldati del generale Cialdini, che hanno la flotta vicina e che in ogni caso...—Ci si potrebbero rifugiar dentro?—domanda Alberto ripigliando la frase nella sua risposta. E la madre ribatte:—Non sono momenti da scherzare.—

La divisione Cugia è sul Mincio. La lettera della madre è scritta a precipizio, tutta puntini e punti di esclamazione e parole che s'accavallano e righe che si confondono e aste che serpeggiano per la lunghezza d'un dito.

—....Per carità, figlio mio; fa il tuo dovere, sono io la prima a dirtelo; ma non far troppo.... Gli eserciti hanno bisogno degli ufficiali, e se gli ufficiali si espongono più del bisogno, che cosa ne seguirà? Ne seguirà che i soldati resteranno senza guida e senza disciplina, e allora.... che cosa doventerà l'esercito? Per carità, pensa anche un poco ai soldati..., (o amor materno, come argomenti sottile!).... e pensa anche a me; fa il tuo dovere, sì, ma pensa....—Qui c'è qualche parola che non si capisce. E poi:—....La tua vita è la mia. Oh figlio mio! che giorni! che tremendi momenti! Non ti dico che cosa segue in casa tua per non contristarti, io prego per te....—Il resto non si capisce. C'è un poscritto incominciato:—Oh Alberto!—e poi non c'è più niente. Veggo certe curve tracciate dal figliuolo, che a prima vista si possono prendere per isole; ma credo ch'egli abbia inteso di passare la penna intorno ai segni delle lagrime di sua madre, e che ne sian riuscite così quelle figure.

Qui trovo una pagina intitolata:—Ciò che seguì il 28 giugno.—E dice:

—Mia madre era seduta alla tavola da pranzo, e aveva davanti un giovinetto, il figlio della nostra amica napoletana, e al fianco il mio vecchio papà. In mezzo alla tavola c'era una carta topografica.