—Bravissimo!—esclamò il colonnello, e s'allontanò di carriera. Ma i cannoni austriaci tiravano a meraviglia. Le palle venivano a cadere a otto, a dieci passi intorno a noi e si conficcavano profondamente nei solchi, sollevando dei nuvoli di terra e di sassi che tratto tratto avvolgevano cannoni e cannonieri e li nascondevano intieramente ai miei occhi. Scomparso il nuvolo, si vedeva sempre il vostro bravo figliuolo cavarsi sorridendo la terra d'in fra il collo e la cravatta, tranquillo, impassibile, come se per lui non ci fosse alcun pericolo.... Ma fummo sfortunati. Una palla cadde in mezzo alla compagnia di fanteria che ci stava di scorta alle spalle e uccise tre soldati. Dopo un momento uno dei nostri cavalli fu ucciso e due altri caddero gravemente feriti. Questo però fu il minor male.... Non eran trascorsi due minuti, quando s'udì uno schianto terribile e un altissimo grido; una palla avea spezzato la ruota d'un cannone e stesi a terra, sformati, due cannonieri.... Non era il cannone di vostro figlio.
Il vecchio respirò come se gli restasse speranza che suo figlio vivesse.
—A quella vista, mi ricordo che vostro figlio si diede un gran colpo della mano sulla fronte e mise un grido di dolore. Non eravamo però ancora ridotti in condizione disperata; avremmo potuto star fermi al nostro posto ancora per un pezzo; ma due nuovi cannoni nemici si vennero ad aggiungere ai primi quattro; le colonne austriache ricominciarono ad avanzarsi; noi non potevamo restar più a lungo in quel punto. Improvvisamente sentimmo dietro di noi un rumore confuso di passi, di voci e di armi, e vedemmo due battaglioni schierarsi in fretta sulla cresta della collina nell'attitudine di respingere un attacco. Fra la cresta e noi, il terreno, come dissi, s'avvallava; perciò alla fanteria non conveniva di avanzarsi fin sulla nostra linea; toccò a noi a retrocedere. La colonna del mezzo veniva innanzi molto rapidamente. Aspettai che giungesse a tiro e comandai:—Tiro a mitraglia!—Al comando di «fuoco» si udì come uno scoppio di tuono accompagnato da un sibilo orrendo, si sollevò un gran nuvolo di polvere che ci nascose la colonna, e poi subito scomparve, e vedemmo nelle file dei nemici uno sgomento, una rotta, uno scompiglio d'inferno. Ma era tardi. I nemici, così com'erano sparpagliati e confusi, continuarono audacemente a salire; non c'era tempo da perdere, bisognava salvare i cannoni. I cavalli non bastavano:—A braccia! io gridai; indietro!—Trenta braccia vigorose afferrarono subito le ruote, gli orecchioni, le bocche, e cominciarono a spingere indietro i cannoni. Al cannone di destra mancava un artigliere; Vostro figlio ne fece le veci; afferrò egli stesso la ruota di sinistra.—Coraggio! gridava: forza! forza!—Ma il tratto di terreno che dovea percorrere il suo pezzo era smosso; le ruote affondavano; lo sforzo che si dovea fare per ismoverle era tremendo; quei cinque bravi soldati facean la forza di venti; si vedevano i muscoli di quelle mani e di quei colli rilevarsi e tremare che pareva volessero lacerare la pelle; eran color di fuoco, grondanti sudore, trasfigurati. Coraggio! dicevano i soldati e gli uffiziali d'in sulla vetta del colle. E gli artiglieri, sbuffando, gemendo, raddoppiavano gli sforzi. Già ci sentivamo alle spalle il passo pesante della colonna nemica e le voci animatrici degli uffiziali; una catena di cacciatori spinta innanzi dalla colonna nemica di sinistra ci tempestava di palle, eravamo quasi sulla vetta.... In quel punto egli fu ferito!
—Dove? dove ferito?—domandò ansiosamente il povero vecchio come se sentisse per la prima volta quella notizia.
—....Alla gamba.
—Oh! E in che punto?
—....Qui,—rispose il capitano indicando alla sfuggita il polpaccio della gamba destra.—Appena ferito, si voltò un istante a guardar la gamba e gridò: nulla! nulla! animo, forza; e seguitò a spingere la ruota.
—Bravo!—interruppe con voce ferma e sonora il malato.
—Oh sì! bravo davvero; e in fatti i soldati ch'eran là presso gli gridarono: Bravo! I cinque valorosi fecero un ultimo sforzo, spinsero il cannone fin sulla vetta e mandando un altissimo grido: È salvo! caddero spossati a terra. Si rialzarono però subito....
—Ma non si rialzarono tutti!—esclamò il vecchio coprendosi il volto colle mani;—oh lo sapevo!