—Capitano!

—Tutti i cannonieri gli si fecero attorno: due di essi lo presero sotto le ascelle e lo sollevarono in ginocchio. Agitava tutte e due le braccia, e apriva e chiudeva la bocca guardando il luogotenente come se volesse dirgli qualche cosa.—Che cosa vuoi, bravo soldato?—il luogotenente gli domandò con una voce piena di affetto e di slancio,—che cosa vuoi?—Allora egli alzò le braccia e giunse le mani come per far l'atto di abbracciare. Il luogotenente ebbe una buona idea, battè la mano sulla bocca del cannone e poi gli domandò: Questo?—Sì! sì! sì! parve ch'egli volesse dire scotendo la testa e dando segno d'una vivissima gioia. I due soldati lo alzarono fino al cannone, egli lo ricinse colle braccia, vi si serrò sopra col petto, mandò un grido e.... morì.

Il padre che fino allora era stato a sentirlo con una commozione sempre crescente, stringendogli convulsamente ora la mano, ora la sciabola, ora le falde della tunica, e palpandogli le spalle e le braccia come avrebbe fatto un cieco per riconoscerlo, a quell'ultime parole ruppe in un singhiozzo violento che avea insieme del riso e del pianto; i suoi occhi s'infiammarono e tutto il suo volto s'illuminò d'una gioia superba.

—....La vista di quella morte da eroe—proseguì con accento appassionato il capitano—ci rapì d'entusiasmo. Il luogotenente afferrò con tutt'e due le mani la testa di vostro figlio, e fissandogli gli occhi negli occhi come s'egli fosse ancora vivo, gridò due volte quasi fuor di sè stesso: Caro! Caro!—Viva! proruppero ad una voce tutti i soldati, ed io gridai:—Salutatelo,—e tutti levarono la mano al berretto e lo salutarono, e ripeterono tutti insieme: Viva!

Il vecchio diede in uno scoppio di pianto.

—Sì, sì,—continuò il capitano sempre più concitato; versatele pure queste dolci lacrime; queste vi fanno bene; versatele; egli è l'orgoglio della nostra batteria; non sarà dimenticato mai più; fra vent'anni, i nostri soldati, pronunziando il suo nome, si sentiranno battere il cuore come noi adesso, pochi giorni dopo ch'egli è morto, e diranno tutti ch'egli è stato un valoroso, e lo ameranno e lo benediranno come un fratello lontano.... Sì, sì, piangete pure adesso; adesso potete piangere; anzi, piangete qui, voglio che me la bagniate del vostro pianto questa divisa; qui, qui....

E ciò dicendo, ricinse colle braccia e si serrò sul petto la bianca testa del vecchio, e se la tenne un pezzo così. I figliuoli piangevano.

L'infermo spossato dalla lunga e profonda commozione, appena sciolto dall'abbraccio, abbandonò la testa sul guanciale, e disse con voce fievole e interrotta:

—Grazie, capitano; grazie dal più vivo del cuore. Le vostre parole m'hanno fatto un gran bene. Mi pare che il mio cuore si sia sollevato d'un gran peso. Mi par quasi di non soffrir più. Mi avete dato un gran conforto, mio buon capitano.... vi ringrazio.—

E socchiuse gli occhi e riposò così qualche tempo che parea che dormisse. In questo mentre, tutti e tre i fratelli erano andati l'uno dopo l'altro nella stanza vicina ed eran successivamente tornati tenendo ciascuno un braccio dietro la schiena. Da ultimo, anche il capitano avea preso quell'atteggiamento. L'infermo non s'era accorto di nulla.