Cesare porse il braccio alla sposa, essa vi appoggiò il suo, e tutti e due accompagnarono collo sguardo quell'atto come se avessero dovuto fare qualcosa di difficile o di strano: tremavano.
—Avanti,—disse la madre.
Fecero due o tre passi per uscire; poi s'accorsero che s'erano scordati di salutare il colonnello, voltarono la testa indietro tutti e due dalla stessa parte, e s'incontraron coi visi. Tutti sorrisero, Luisa arrossì.—Dio v'accompagni, ragazzi,—disse il colonnello alzandosi per vederli andar via. Gli sposi s'allontanarono camminando a passi incerti e ineguali; dietro a loro i parenti e gli amici; la madre e il colonnello si scambiarono un sorriso, come per dire:—Poveri giovani, non han più la testa a segno.
—Dio v'accompagni,—ripetè il colonnello rimasto solo, guardando il cancello per cui erano usciti.
La lieta comitiva era già un pezzo innanzi giù per la strada del colle.
Istanti divini! Non v'è dolcezza umana che ne valga un solo. Alla piena della gioia che v'invade l'anima, par che la vostra povera creta non regga; la mente istessa non la comprende intera, e la travede a lampi, e non potrebbe fissarvi lungamente il pensiero. Si va innanzi compresi d'una specie di stupore, come sognando, quando par di attraversare sconosciuti giardini, folti di piante fantastiche e illuminati da luci arcane. Tutto par sogno: la gente che si ferma per vedervi passare; l'allegro bisbiglio dei parenti che vi accompagnano; quel lontano campanile della chiesa che par che vi guardi e vi aspetti; e i luoghi noti e le cose che sembrano animarsi per riconoscervi e mandarvi un saluto.—Guardate con chi sono!—dice il cuore.—Ella è mia, lo sapete?—E procedete a passo tremante, e vagate qua e là coll'occhio estatico; o guardate con un senso quasi di curiosità la piccola mano che s'appoggia sul vostro braccio, come se si fosse messa là a vostra insaputa; e prestate l'orecchio al fruscìo della veste, come al suono d'un bisbiglio misterioso; e provate una profonda dolcezza a sentirvi nel viso quell'alito caldo e frequente, e sul braccio il peso leggero di quella cara persona che tratto tratto pare che manchi e vi s'abbandoni sul fianco. E sopraffatti così da quella dolcezza, vorreste quasi affrettarne gli istanti, e giunger presto alla chiesa, chè vi sembra d'aver rapito al mondo un troppo grande tesoro, e qualcuno voglia ritorvelo, e v'insegua. E i vostri due visi, a quando a quando, si voltano, e gli occhi s'incontrano e s'abbarbagliano, e ogni cosa intorno s'oscura, e in quel rapido incontro non vedete più che quella pupilla umida che splende, vi fissa, v'affascina e si vela. E si muovon le labbra, si parla, di che? di nulla, di tutto.—Guarda.—Di'.—Cesare.—Senti.—Luisa.—Dio!—suoni sfuggiti all'intima e arcana armonia dell'anima. Ecco la porta della chiesa.—Oh! ragazzi, dove andate? Per di qua,—grida la madre.—Sbagliavano; che sanno più essi di questa terra?
Escono.
Qui l'anima si queta, e l'idea della vostra felicità, alla quale dapprima non bastava la mente, si rifrange in mille immagini ridenti che si seguono rapide e distinte, traendovi il core di contento in contento fino al sentimento schietto ed intero di quella gioia onde eravate poc'anzi soverchiati ed oppressi. E prima l'immagine del viso di lei addormentata al vostro fianco, quando voi, contemplandola nel silenzio della notte, le direte col pensiero mille dolcezze, e vi parrà ch'ella dormendo v'intenda, e vi risponda con quel riso sfuggevole che le sfiora le labbra socchiuse:—Ti sogno, angelo. E il primo saluto della mattina, allegro, fanciullesco, soave, temperato a volte da un subito ritorno della timidezza verginale, non tutta vinta ancora dalla consuetudine della vita comune. E i molti giorni in cui, tornando a casa, vi parrà sempre strano ch'ella debba esser là ad aspettarvi, e tremerete quasi di non ritrovarla, e affretterete il passo, e il primo suono della sua voce festosa, e il suo batter di mani, e il rumore di quel passo rapido e leggero che verrà incontro al vostro, vi scenderà nel profondo dell'anima come dopo una lunga lontananza. E quelle fresche e splendide mattinate di primavera, in cui, col risvegliarsi della natura, vi si risveglierà tutto nell'anima l'ardente amore dei primi giorni, e un impeto irresistibile vi spingerà l'un verso l'altro, e nel guardarvi e nel sorridervi risentirete la infinita dolcezza dei primi sguardi e dei primi sorrisi. E quelle ore tristi, quando contemplerete dalla finestra la campagna coperta di neve, o la pioggia lenta ed eguale, e in quel silenzio e in quella solitudine si farà più viva e profonda la tenerezza dei vostri colloqui melanconici, e ad ogni lampo e a ogni tuono vi stringerete in un abbraccio più forte, e parlerete più sommesso e più dolce. E le lunghe sere d'inverno passate fra voi due soli, quieti, sereni, ora discorrendo delle vostre faccenduole domestiche, ora celiando e ridendo con ingenuo e spensierato abbandono, ora evocando i cari ricordi del tempo in cui non vi parlavate ancora:—Che cosa dicesti fra te quella volta? Che cosa pensasti di me quel giorno?—E quelle sere felici in cui, essendo soli, sentirete di non esser più soli, e vi parrà che qualcuno v'ascolti e vi guardi, e proverete per la vostra compagna un sentimento di affetto più delicato e geloso, e a certi suoi moti di sorpresa, a certi turbamenti improvvisi, tratterrete il respiro e interrogherete il suo sguardo, e al rasserenarsi del suo viso palpiterete di gioia e le aprirete le braccia. E quelle notti in cui, destandovi, sentirete alitare e muoversi vicino al vostro capo una creaturina inquieta, e la sua piccola mano cercare il vostro viso, e una vocina lamentevole chiamarvi padre, e due tenere braccia ricingervi il collo. E quelle tante volte che il vostro sentimento di gratitudine per quella dolce compagna, che vi sta sempre al fianco, che vive per voi, che non ha altro bene che voi, che è felice delle vostre gioie, e trema dei vostri dolori, e vi consola, e v'inspira la rassegnazione, e v'infonde il coraggio, e vi fa amare il lavoro, la casa, la pace, la virtù; e soffrendo e pregando esercita con amoroso entusiasmo il suo santo ministerio di madre, e insegna ai vostri figliuoli ad adorarvi, e vi prepara una vecchiezza riposata e serena, dopo aver beata la vostra gioventù di tutto il fuoco della sua bell'anima vergine, appassionata e credente; quelle tante volte, dico, che il vostro sentimento di gratitudine per questa dolce compagna, provocato per caso da un ricordo, da una parola, da un atto, si espanderà improvvisamente in un trasporto di tenerezza ineffabile, e la colmerete di carezze, di grazie, di benedizioni, bagnandole il seno di lacrime, chiamandola coi nomi più soavi, domandandole perdono di tutte le amarezze che avrà provato per cagion vostra, e così commossa, come la vedrete, e radiante, vi parrà più bella del giorno che la conduceste all'altare. Ricchezze, gloria, potenza, oh come vi guarda dall'alto l'Amore!
Il colonnello andò incontro agli sposi fino al cancello e li ricevette con molta festa e li accompagnò fin sotto il pergolato. Luisa piangeva, Cesare pareva fuori di senno, e tutti gli altri della brigata, allegri, commossi, facendo un chiacchierio assordante, giravano senza posa intorno all'uno ed all'altro, senz'esser veduti, nè sentiti, nè capiti.