E scoppiò in pianto.

—Voglio che tu mi dica che sei la mia figliuola e nient'altro, ecco!

—Oh! è troppo!—esclamò Luisa con un accento di tenerezza inesprimibile, e si slanciò per baciar la mano al colonnello.

—Via! via! che fai, pazzerella? zitta, guarda, c'è gente.—

Luisa e Cesare si voltarono e videro quattro bersaglieri che venivano innanzi sul praticello; erano i primi invitati.

—Eccoli!—esclamò vivamente il colonnello alzandosi per andar loro incontro;—ah! mi sento fuggire vent'anni dall'ossa!

Luisa rimase nella stanza per rimettersi un po' in calma, Cesare uscì col colonnello; i parenti e gli amici che stavano sotto il pergolato corsero anch'essi incontro ai soldati.

—Benvenuti, camerata! esclamò Cesare stringendo la mano a tutti e quattro.—Ecco il signor colonnello che vi ha invitati.—

I bersaglieri lo salutarono militarmente facendo il viso serio e ritenendo la mano alla tesa del cappello; egli li guardò fisso l'un dopo l'altro, tentando di rifare il suo antico cipiglio di quando voleva imporre ai soldati indisciplinati; poi sorrise e porse loro tutt'e due le mani dicendo affabilmente:—Qua, giovanotti.—Allora risero anch'essi, gli strinsero la mano, e cominciarono a parlargli con una franchezza così aperta e confidente che parevano suoi intimi amici da un pezzo. In un momento l'affollarono di domande, tutti ad una voce.

—Signor colonnello, noi non sappiamo proprio come ringraziarla.