L'indomani mattina, mentre il grand'orologio del salotto da pranzo scoccava le sette, il nostro soldato, vestito e armato di tutto punto, pigliava comiato da' suoi ospiti che gli stavan tutti attorno nella stanza d'ingresso.

—Dunque....

—Dunque, buon viaggio!—dissero ad una voce il padre e i figliuoli.

—Buon viaggio! ripetè macchinalmente il soldato, sospirando.

—E state sano; abbiate cura della vostra salute; e se ripasserete un giorno per di qua, veniteci a fare una visita, chè per noi sarà sempre un piacere. E se non ci ripasserete più.... allora, ricordatevi qualche volta di noi.

—Se mi ricorderò!... Sempre mi ricorderò di loro!... Sempre....

—E se per caso aveste bisogno di qualcosa, se noi potessimo riuscirvi utili in nulla, fate conto di noi come se fossimo la vostra famiglia, in qualunque caso e per qualunque motivo, senza riguardi, senza complimenti.—

Il soldato stava a sentire colla faccia attonita e convulsa.

—Avete inteso? Scrivete, quando vi occorra, o fateci scrivere un rigo....