—E sta' ben ritto sulla vita, e tieni la testa alta, e quando cammini, cammina sciolto, franco, svelto, come quando giuocavi alle bocce nel cortile di casa nostra, ti ricordi?—
Rise, e accennò di sì.
—Oh bene,—continuò l'ufficiale appoggiando le spalle al muro e una gamba sull'altra;—e guarda sempre tutti nel viso, perchè non hai da aver paura nè da vergognarti di nessuno; hai capito? Passasse anche il Re, e tu alza la fronte e piantagli gli occhi negli occhi come per dirgli:—son io,—chè il rispetto, noi soldati, lo dobbiamo mostrare in codesto modo; ricordatene.—
Il soldato accennò di sì; si cominciava a rasserenare.
—E ricordati pure che, una volta entrati in caserma, bisogna cambiar maniera di parlare; poche parole, ma franche, sonore e vibrate, con chiunque tu parli: sì e no, no e sì, e se non hai da dir altro, tanto meglio. E quando sei in riga, gli è come se fossi in chiesa, e zitto; rotte le righe, sei a casa tua; e se gli altri fanno il chiasso, e tu fallo più di loro, e non istar soltanto a vedere, che vien la malinconia; cacciaviti subito dentro. E vogli bene ai tuoi compagni, chè troverai degli amici d'oro, te lo prometto; troverai dei giovinotti che ti vorranno bene come a un fratello; vedrai; chè qui ci sarà carestia di tutto, ma di cuore no di sicuro.... Hai la pipa?
—Nossignore.
—Se no potevi fumare. E quando un superiore sgrida..., se ha ragione, stare a sentire e farne pro; se ha torto, stare a sentire lo stesso e non pigliarsela a cuore, perchè a questo mondo tutti hanno dei difetti e possono fare degli spropositi tutti; a sgridare si sbaglia qualche volta; a disobbedire si sbaglia sempre. E non credere che tutti quelli che ti sgridano abbiano cattivo cuore e siano in collera con te e ti vogliano male. Non c'è niente di più falso. Codesti burberoni hanno più buon cuore che gli altri, e vi vogliono bene, e se li levassero di mezzo a voialtri morirebbero di malinconia in quindici giorni. Urlano, inveiscono; è un'abitudine, un affar dei polmoni; niente di più, credilo. Finirai col voler più bene a loro che agli altri. Li vedrai quando andranno via; piangono. Io ne ho visti tanti. Ne ho visti a Custoza....
—Quella battaglia ch'è andata male?
—Quella; ho visto un capitano ch'era lo spavento della compagnia e nessuno lo poteva vedere, e aveano tutti torto; ebbene, non cadeva un ferito ch'egli non corresse a soccorrerlo, a guardargli la ferita, a fargli coraggio; sempre in moto di qua e di là, ed era stanco da morire.—Oh capitano! capitano! non m'abbandoni, capitano!—gridavano i feriti trattenendolo per le braccia e per la tunica.—No, figliuolo—egli rispondeva—starò qui con te, starò sempre con te fin che tu sia guarito; coraggio, figliuolo, coraggio; il tuo capitano non t'abbandona.—Capisci, che uomo? E come lui ce ne son tanti, e bisogna non giudicar gli uomini dalle apparenze, e poi compatire i cattivi, e volere un bene dell'anima ai buoni, e rispettar tutti, perchè son tutti soldati e da oggi a domani possiamo vederceli morir sotto gli occhi da valorosi. E quando si vuol bene a qualcuno, si sopporta di buon animo ogni sorta di vita, tienlo per fermo. Cerca, domanda, fattelo dire da' tuoi compagni; vedrai che i soldati più bravi volevano tutti bene ai loro superiori. Guarda il soldato.... come si chiamava?... il soldato Perrier, nel quarant'otto, che si gettò fra il suo ufficiale e i nemici, e cadde a terra con tre palle nel petto gridando:—Ricordatevi di me, mio buon ufficiale; io muoio contento d'avervi salvata la vita!—E quell'altro granatiere, non mi ricordo il nome, che piuttosto di abbandonare il suo capitano ferito, s'è fatto uccidere a colpi di baionetta, gridando ai nemici:—Se non mi uccidete, io non ve lo lascio.—E quegli altri otto o dieci, che sotto una pioggia di palle, alla battaglia di Rivoli, sono andati a strappare dalle mani dei tedeschi il cadavere del loro ufficiale, chè lo volevano seppellire di propria mano e rendergli gli ultimi onori nel proprio campo; e tanti e tanti altri, che ci sono i nomi e i fatti stampati in cento libri, e tutti li ricordano e li amano ancora come se fossero vivi.... Hai un fiammifero?—
Il coscritto che fino allora era stato colla bocca e gli occhi spalancati che pareva estatico, tirò fuori in fretta un fiammifero e glie lo porse.