La fibra di quale parte, di quali elementi delle nazioni?
Hanno bisogno d’aver ritemprata la fibra tutti quei milioni d’uomini, i quali nei campi, nelle officine, nelle miniere, sulle montagne e sul mare sudano sangue per campar la vita, condannati a un lavoro senza tregua, che, quando non prostra o non uccide, fa le anime e i corpi di ferro?
Hanno bisogno di aver ritemprata la fibra tutte quelle miriadi di uomini d’ogni classe, pei quali tutta la vita è un’aspra lotta con la sfortuna, un perpetuo sforzo ostinato e impotente per uscir dalla oscurità e dalle strettezze, una quasi continua e non meritata sequela di privazioni, d’umiliazioni e di disinganni, che li trascinano a cento a cento al suicidio?
Hanno bisogno d’aver ritemprata la fibra tutti quegli innumerevoli infelici, a cui le malattie, le disgrazie e i delitti strappano ferocemente dalle braccia le persone più care, aprendo nel cuor loro delle ferite che sanguinano senza fine, gettando nell’anima loro una tristezza, che dura fino alla morte?
Hanno bisogno di aver ritemprata la fibra tutte quelle migliaia di creature, naturalmente coraggiose e magnanime, che in ogni occasione di sventura privata o pubblica sono le prime a offrire e a dar l’opera propria e il proprio sangue, e compiono ogni giorno, senz’ambizione e senza compenso, quei mille atti di virtù oscuri o dimenticati, che onorano più altamente la natura umana?
Hanno bisogno d’aver ritemprata la fibra quelle migliaia di giovani e d’uomini maturi, che ai doveri della loro professione, a una ambizione nobile e utile a tutti, all’arte, alla scienza, all’amore appassionato del lavoro sacrificano gli agi, i piaceri, la libertà, la pace, segregandosi dal mondo e accorciandosi la vita?
Tutti costoro, per certo, non hanno bisogno di rinvigorirsi la fibra nella guerra.
Ma se si tolgono tutti costoro, che cosa rimane di una nazione altro che un branco di parassiti gaudenti, di oziosi tarlati dalla noja, d’avventurieri scioperati, di quattrinai mestatori, d’anime nulle o triste o bislacche, che neppure amano la patria e la gloria, perchè non hanno in sè nulla di gentile e di grande!
È forse per rinvigorir la fibra a costoro che si dice necessario e desiderabile che ogni tanti anni corrano sulla terra dei torrenti di sangue generoso e di pianto disperato?
Non è credibile.