E il padre ripetè la domanda, mettendogli scherzosamente una mano sulla spalla: — Giusto; da quando in qua hai queste idee?

Alberto s’alzò piccato e rispose: — Ho parlato sul serio. Come potete supporre che io scherzi sopra un argomento di questo genere?

Il padre cessò di ridere. — Perchè allora non ci hai mai espresso le tue idee?

— Perchè prevedevo che non ci saremmo intesi. Vedete bene che avevo ragione.

— Ma insomma — disse il Bianchini battendosi sulla fronte le dita riunite della mano destra — dimmi proprio chiaro e preciso quello che pensi.

Il giovane rispose con dolce pacatezza: — Ecco quello che penso. Penso che la parte che è data ai lavoratori nel prodotto generale della ricchezza non è proporzionata alla parte che essi rappresentano nell’opera generale della produzione. Penso che non è giusto che quella parte della società che fa il lavoro più necessario e più faticoso per nutrirla, vestirla e ricoverarla e dare all’altra parte il tempo e i mezzi d’istruirsi, non guadagni abbastanza da nutrirsi, vestirsi e ricoverarsi umanamente, e sia esclusa dalla possibilità di istruirsi. Penso insomma, che il lavoro non raccoglie tutti i benefizi, a cui avrebbe diritto, del progresso della civiltà, perchè questi benefizi gli sono intercettati da un difettoso e ingiusto ordinamento sociale. Ecco il mio pensiero.

La signora, con la voce placida, si intromise nella discussione. — Ma, Alberto, come vuoi che tutti si possan trovare nelle stesse condizioni di fortuna?

Il Bianchini approvò con un cenno del capo.

— Non dico questo — rispose Alberto. — Ma perchè si debbono trovare, regolarmente, nelle condizioni peggiori quelli che faticano di più e che sono più necessari? Perchè ci deve essere tanta gente che lavora troppo e non mangia abbastanza, tanta altra gente che lavorando pochissimo, vive nell’agiatezza, e tant’altra che non lavorando punto, nuota nell’abbondanza?

— Ma perchè il mondo è fatto così, figliuol mio! — esclamò il padre, allargando le braccia, maravigliato dall’ingenuità del figliuolo. — Perchè così è sempre stato e sarà sempre!