Alberto balzò indietro, come se avesse ricevuto un urto nel petto. Il sangue gli si rimescolò da capo a piedi. Si ricordò in un momento di tutto: dell'accusa di ladro, della miseria, della fame, di tutte le angoscie che pativa da tanto tempo per cagione di quell'uomo; e si sentì soffocare dalla rabbia e dall'odio. Sul primo momento fu tentato di afferrare quella lettera, di lacerarla e di gettarla sotto i suoi piedi; e distese la mano... Ma incontrò lo sguardo timido e gentile della bambina, e si frenò; di rosso si fece pallido, si passò una mano sulla fronte che ardeva, si ricompose, e disse con voce mutata:

— Legga pure.

La bambina cominciò a leggere:


“Signor Alberto! Ho avuto la prova della sua innocenza; e ho saputo nello stesso tempo quali furono le conseguenze del mio deplorabile errore, quanto lei sofferse per cagion mia e che nobile cuore sia il suo. Ora io ho un dovere da compiere: quello di supplicarla di ritornare al mio studio, almeno una volta, perchè io possa dichiarare solennemente, in presenza sua e di tutti i miei dipendenti, che sono vergognato e desolato d'avere, in un momento d'aberrazione, calunniato un onest'uomo. Ma questo non basta. Poichè l'offesa è stata mortale, io debbo pronunciare la parola che suol costare maggior sacrifizio all'orgoglio; ma la pronunzio senza sforzo, senza esitazione, colla fronte alta, col cuore sulle labbra, cogli occhi gonfi di lagrime che mi fanno bene: — Signor Alberto, mi perdoni! — È un uomo vecchio che domanda perdono a un giovane di vent'anni, è un padre che lo domanda per mezzo dei suoi bambini. Li baci in fronte tutti e tre, signor Alberto. Io non le domando altra risposta. Se quando tornerò a casa, essi mi diranno: — Ci ha baciati! — io dirò tra me: — M'ha perdonato! — e me li stringerò al cuore con uno slancio di gioia e di riconoscenza.„


La bambina tacque e alzò i suoi belli occhi azzurri e umidi in viso ad Alberto.

Questi rimase qualche momento sbalordito, respirando con affanno, e guardando intorno a sè come per assicurarsi che quella era una realtà e non un sogno. Poi tutta l'anima sua si rischiarò improvvisamente, tutto quello che aveva in fondo di buono e di generoso gli venne su con un impeto irresistibile, strappò il foglio dalle mani d'Amalia, lo guardò, lo stropicciò colle mani convulse, sorrise, e poi gridò con voce tremante e sonora: — Ma sì! Perdono! Perdono! Perdono! — Dicendo questo, si gettò sui bambini, se li strinse tutti e tre contro il petto e cominciò a far cadere sulle tre testine bionde una pioggia di baci appassionati.

In quel punto si aperse una porta e comparì sulla soglia l'avvocato.

Alberto si slanciò verso di lui.