— Sentiamo. —
E si voltarono tutti e tre a guardarlo. Il povero giovane chiuse gli occhi, stette un po' così, e poi li riaperse grandi ed umidi, e guardò lontano, di là dai monti.
I tre briganti risero.
— Ma il più bello — disse uno — è che non parla.... O che sarà?... Superbia?
— Modestia, — rispose l'altro con un riso sguaiato.
— Paura, — aggiunse il capobanda.
Il carabiniere scosse la testa come per dire di no-
— Ah! no? — esclamò il brigante, balzando in piedi; — ora vedremo. — E poi ai due compagni, con piglio risoluto: — Costui andava a portar qualche ordine per farci coglier nel covo. Abbiamo perduto anche troppo tempo. Facciamolo sputare.
— Facciamolo sputare, — risposero gli altri, alzandosi.
Il carabiniere si scosse, e alzò la testa in atto di chi dice: — Son preparato. — I tre briganti gli si piantarono dinanzi. Chi avesse osservato, in quel momento, il giovane che stava alla vedetta, lo avrebbe visto tremar come una foglia e voltarsi indietro, per non farsi scorgere, a poco a poco, col viso bianco dal terrore. Il capobanda se n'accorse, e gli accennò con un gesto imperioso che badasse al dover suo: quegli riprese l'atteggiamento di prima.