— Dunque parti, e sei venuto a chiedermi un consiglio, non è vero?

— Lei m'ha capito.

— Credo d'aver capito, — rispose con serietà il prete, — e poi, pigliando tutt'a un tratto un accento benevolo continuò: — Sicuro... tu sei un bravo giovane, sei robusto, hai giudizio, farai il tuo dovere e te ne tornerai a casa contento. Non ti domando neppure se sei più che mai risoluto di mantenere la tua promessa a Camilla; sono anzi sicuro che, in tutto il tempo che starai lontano da casa, terrai una buona condotta e farai di tutto perchè, come ora, partendo, le porgi la mano di un buon figliuolo, così al ritorno essa possa stringere la mano d'un bravo soldato; dico bene? —

Il giovane, meravigliato, arrossiva e impallidiva, senza sapere che rispondere e a che partito appigliarsi. A un tratto gli tornarono in mente le parole dell'amico: “Se fa l'indiano, non è che una finzione per non compromettersi il primo„; e gli balenò un raggio di speranza. Si fece animo, e ruppe il ghiaccio d'un colpo.

— Ma io non vado a fare il soldato! — esclamò.

— Ah! — gridò il prete con un leggiero sorriso voltandosi a guardare verso la finestra.

— L'avevo detto, io! — pensò Carlo; — eccoci al punto.

— E cosa pensi di fare? — domandò il Curato, sempre guardando fuori.

— Io?... —

Stette un po' pensando e rispose in fretta: — Il mondo è largo. —