Era una piccola stanza a terreno, allegra, piena di luce, con quell'aspetto particolare delle stanze dei curati di campagna, che fanno indovinare la chiesa accanto: le pareti bianche e nude, un crocifisso sopra la porta, un vecchio quadro, un vaso di dittamo sulla finestra, e un leggero odore d'incenso nell'aria.
Il Curato era seduto sopra un seggiolone davanti al tavolino e leggeva; quando vide comparire il giovane, fece un atto di sorpresa.
— Ho da parlarle, signor Curato, — disse Carlo.
Il Curato lo fece sedere. — In che modo può avermi prevenuto? — pensava intanto. — C'è sotto qualcosa. — E guardò attentamente Carlo, e gli balenò un sospetto, e risolvette di chiarirsene subito.
— Sento che sei chiamato al servizio militare, — disse.
— Sì signore, — rispose il giovane fissandolo.
— E quando parti?
— .... Partirei dopo la visita sanitaria, fra una diecina di giorni.
— E.... — domandò il Curato lanciandogli un occhiata scrutatrice — parti? —
Carlo non rispose, lo guardò. Il prete si confermò nel suo sospetto; e dopo aver guardato un po' il libro colle sopracciglia aggrottate, alzò il capo e disse con aria distratta: