Furio era rosso come una fragola.
— E come è bruno! — osservò Iride.
— Bruno? — rispose la zia; — bel bruno! nero come un beduino. —
Il padre rise, Candida s'alzò. Furio, colle sopracciglia aggrottate, e un labbro stretto fra i denti, fissava le punte della sua forchetta.
— E guardate che mani! — disse ancora la zia, pigliandogli una mano per mostrarla a Iride.
Furio diventò pallido, strinse il pugno, e lo svincolò bruscamente.
— Eh! — gridò la zia, alzando una mano; Furio si schermì il viso col braccio; la mano scese, Candida la fermò; in quella s'udì fuori il rumore d'una carrozza e il suono d'una voce.
— Riconovaldo! — esclamò Iride, balzando in piedi. Riconovaldo era già nel salotto; tutti, fuori che Candida, gli corsero incontro. La bella e serena figura di quel giovane esercitava un tale fascino, che, al primo vederlo, persino il padre e la zia, per lo più duri e freddi, fecero un atto di allegrezza. Iride gli saltò al collo, e Furio, ancora tutto turbato, gli strinse la mano.
— E Candida? — domandò il giovane, guardando intorno.
Candida venne avanti lentamente e gli porse la mano con aria d'indifferenza.