— Furio! — disse a un tratto Iride.
Furio balzò in piedi.
— Mi son cadute le forbicine.
— Eccole, — disse Furio porgendogliele ed aveva il viso acceso. Iride prese le forbici, lo guardò e disse tra sè: — Curioso!
— Sciocco! — soggiunse la zia, che pure lo guardava.
E Riconovaldo, pronto: — Caro! — e lo baciò.
E così i due vecchi incartapecoriti toccarono la loro prima sconfitta.
XI.
La mattina dopo, Candida tirò in disparte suo fratello e gli disse con piglio amorevole:
— Perchè ti confondi in quel modo, quando Iride ti guarda o ti parla? Che c'è da vergognarsi? Non sta bene; chi sa che cosa le farai pensare... Le farai pensare che sei cattivo, perchè sono soltanto i ragazzi cattivi che si vergognano. Bisogna che tu sia un po' più disinvolto; è una tua parente, in fin dei conti, è tua cognata e — accentuando le parole — potrebb'essere tua madre. E poi non istà neanche bene guardar la gente così fisso, che pare non si sia mai visto nessuno; e tu ieri sera la guardavi così; e dovresti invece tenerla come una sorella, con cui fossi sempre vissuto insieme, e portarti con lei come ti porti con me. —