Furio, a cui non passava per la mente che sua sorella gli avesse letto nell'anima, intese quelle sue parole alla lettera, e rispose: — Sì, — e poi domandò ingenuamente; — Ma tu perchè non guardi mai Riconovaldo, e quando parla non lo stai nemmeno a sentire?
— Perchè... —
Mentre Candida cercava una risposta, comparve Iride con un vestito scollato di mussolina bianca, che lasciava vedere le sue spalle bianchissime. Candida fece un segno impercettibile di maraviglia spiacevole e guardò Furio. Furio vide in confuso qualche cosa di bianco, e disparve.
XII.
Poche ore dopo, Iride stava appoggiata a una finestra del salotto da pranzo, colle spalle volte alla campagna, e diceva: — Ma che proprio non ci sia modo di sfranchire un pò questo ragazzo? — In quel momento sentì il passo di Furio che scendeva le scale, e soggiunse subito: — Ora mi ci metto io. —
Furio entrò di corsa, credendo che non ci fosse nessuno; appena entrato, si fermò.
— Vieni qua, — disse risolutamente Iride, vedendo ch'egli si voltava per tornare indietro.
Furio la guardò stupito.
— Qua, — ella ripetè in tono scherzevole di comando; Furio, adagio adagio, le venne vicino.
— Ancora, — soggiunse Iride sorridendo.