— Cosa facevi ieri sera sul terrazzino, nell'angolo dei fiori? —
Furio si scosse e arrossì.
— Furio! — esclamò Candida con voce affettuosa, — non ci andar più.
Furio la guardò fingendo una grande meraviglia.
— Non ci andar più, Furio, — ripetè Candida, abbassando la voce: — da' retta a me, da' retta a tua sorella che ti vuol bene, promettimi che non ci andrai più...
— Ma dove? — domandò Furio abbassando il capo.
— Oh! tu mi capisci, tu sai quello che voglio dire, non guardarmi così, fa quel che ti dico io, Furio; non mi posso spiegare di più;... ma tu m'intendi, tu mi vuoi bene; non star tanto insieme con Iride, non andar più a passeggiare con lei, sta qui con me, ascoltami...
— Taci! esclamò vivamente il ragazzo.
Iride entrava in quel momento guardando Furio con occhio intento e scrutatore; e questi, ancora tutto sconvolto dalle parole di sua sorella, guardò lei nella stessa maniera, per scoprire se la notte non si fosse accorta di nulla. Stettero così un po' di tempo guardandosi tutt'e due, tanto che Candida, perduta la pazienza a veder così poco giudizio in sua cognata, esclamò con accento di leggero rimprovero:
— Ma Iride! —