— Una cosa che più ci penso e meno la capisco, e c'è solamente lei che me la possa spiegare. Ma bisogna che venga con me subito, perchè non c'è tempo da perdere. —
Riconovaldo s'alzò; la vecchia, precedendolo, lo condusse alla villa, gli fece salir la scala, apri la porta della camera di Candida e gli disse: — Entri. —
Il giovane la guardò meravigliato.
— Entri, entri; se non entriamo qui, non mi posso far capire. —
Il giovane entrò e guardò intorno; era una camera semplicissima; le pareti nude, un lettino bianco, poche seggiole, e un tavolino accanto alla finestra con su qualche libro.
La vecchia chiuse la porta, si venne a piantare in mezzo alla camera, in faccia a Riconovaldo, e cominciò con aria di mistero:
— La signora Candida è una ragazza tranquilla, non è vero?
— Così m'è sempre parsa, — rispose il giovane, senza capire a che potesse condurre quella domanda.
— Non ha mica nessun dispiacere nella famiglia?
— No, ch'io sappia.