— Lasciatemi stare, — ripetè la ragazza più severamente.
Il giovane cercò d'incrociarle le braccia.
— Lasciatemi, Riconovaldo! — gridò la terza volta facendosi pallida, e alzando fieramente la testa.
Il giovane la lasciò andare, sforzandosi di ridere; ma un sentimento impetuoso di dispetto e di rabbia gli offuscò la ragione, e disse con voce soffocata: — Stupida! — Poi disparve soffocato dalla vergogna.
XXII.
Verso le otto della sera dovevano arrivare insieme dalla città Candida, suo padre e il fratello Carlo. A Iride, per procurarle il piacere della sorpresa, non era stato detto nulla dell'arrivo del marito. Furio non sapeva nulla nemmeno lui; alle sei era stato mandato dalla zia a portare una lettera a una villa vicina, e ritornando doveva trovare a casa, a sua insaputa, il fratello.
Riconovaldo, la sera, passeggiava pel giardino sconfortato e triste. In vita sua non gli era mai toccata un'umiliazione pari a quella che Candida gli aveva inflitto poco prima, su per la scala, e nei giorni addietro, ad ogni ora, ad ogni minuto, senza remissione, duramente e spietatamente. Non c'era più dubbio per lui; gli era parso uno stupido, un tristo, un ragazzaccio presuntuoso e insolente, quello che era, in una parola. Già egli se l'era sempre sentito; era nato coll'anima per isbaglio, quella ragazza aveva detto giusto; gli amici, ridendo, gli facevano intendere la verità; egli era l'ultimo degli uomini; un bello schizzo d'uomo; un fantoccio. La vergogna, la stizza, il rodimento gli erano cresciuti a segno da mutargli il viso che pareva quello d'un altro, pareva brutto; si sentiva brutto; si sentiva di fuori com'era dentro; era annientato. E tutto questo per Candida, per quel bel cesto di ragazza senz'anima e senza forma di donna, insipida, sgarbata e orgogliosa.... Egli l'odiava.
Mentre era su questi pensieri si sentì chiamare improvvisamente per nome, e voltandosi, vide la donna di servizio; una buona vecchia che serviva in quella casa da vent'anni.
— Sono due ore che la cerco, — disse la donna — e son parecchi giorni che ho da domandarle una cosa: mi permette? —
Il giovine accennò di sì.