Candida capì a volo, e indietreggiò gettando un grido.

— No, Candida! — continuò affettuosamente il giovine pigliandola per mano, e conducendola in fretta vicino alla finestra, — non mi sfuggire; perdonami; tu sei buona, tu sei un angelo; ho visto un libro, i fiori, quel foglio di carta; io non sapevo nulla, io non potevo immaginare;... io sono stato un indegno; tu sei buona, Candida, perdonami; io non posso vivere con questo rimorso nell'anima; sarebbe una disperazione; non sono cattivo, Candida; te lo sarò parso, ma non lo sono, te lo giuro; parlavo per dispetto, credevo che tu mi disprezzassi e mi sentivo offeso; perdonami, dimmi che ti scorderai tutte le mie parole; io t'ho fatto del male, lo so, sì; tu neghi, perchè sei buona, ma t'ho fatto del male; se tu non mi perdoni, vivrò sempre col crepacuore e colla vergogna; io t'ho insultata, Candida; perdonami....

— Riconovaldo! — esclamò Candida con voce manchevole, cercando di sciogliersi dalle sue braccia. — Non è niente vero... vi siete ingannato.... lasciatemi....

— .... Tu sei offesa, — egli continuò con voce affannosa, baciandole il vestito a ogni parola, — tu non mi vuoi perdonare, è giusto; ma io non voglio lasciarti così, è impossibile, non saprei più che far di me, non mi potrei più soffrire, sarei troppo spregevole anche ai miei occhi; mi parrebbe sempre di vederti piangere, mi saresti un ricordo doloroso per tutta la vita, io non posso andarmene senza il tuo perdono; Candida, te ne scongiuro, perdonami... cara, buona Candida....

— Sì, perdono.... — mormorò con voce semispenta la ragazza, posandogli la mano sulla fronte per tenerlo lontano — ma andatevene, andatevene....

— No, perdono non basta, Candida; dimmi qualche altra parola; tu non hai detto perdono col cuore; dimmi che mi perdoni tutto, che dimenticherai tutto, che non mi credi un indegno, che le mie parole non ti faranno piangere, che le terrai come parole d'un insensato, dette in un momento di passione; io volevo essere stimato da te; io non posso sopportare l'idea che tu mi disprezzi, tu che sei tanto buona; dimmi che mi stimi ancora, te ne scongiuro; ho bisogno del tuo perdono e della tua stima!...

— La mia stima! — gridò Candida, frenando un vivo slancio d'affetto.

— Sì, sì, Candida, dimmi questa benedetta parola; dimmi così: — Riconovaldo, io ti perdono e ti stimo.

— Ebbene, sì! — esclamò essa, fissando i suoi occhi ardenti e soavi in quelli gonfi di lacrime del giovine; — io ti perdono, io ti stimo... ti stimo, e ti.... stimo! — soggiunse a bassa voce.

— Candida! — gridò il giovine balzando in piedi con rapidità fulminea, e stringendole la testa tra le mani; — tu volevi dire un'altra parola; dilla! —