— Ma questo è niente! — disse ancora la vecchia; — o mi dica un po' lei, come può venire in mente ad una ragazza di fabbricarsi un mazzetto di questa fatta e di custodirlo come un gioiello? —

E ciò dicendo levò dalla cassetta e mostrò a Riconovaldo un mazzetto di fiori secchi col gambo lungo un palmo, legati malamente come un mazzo d'insalata. Riconovaldo riconobbe il mazzetto che aveva regalato per ischerno a Candida, e ch'essa aveva buttato in un canto.

— Che gliene pare? — soggiunse la vecchia scotendolo per un braccio, che pareva estatico. — E dire che baciava questi fiori come se glieli avesse regalati l'innamorato! Mi spieghi dunque tutto questo.

— Un momento, — rispose il giovane, correndo nel canto della finestra per esser libero coi suoi pensieri. Egli era giusto e buono; la scoperta di quel segreto gli scosse tutto quello che aveva di più gentile e di più generoso nell'anima; un impeto di gioia, una piena di dolore amaro, uno struggimento profondo di tenerezza e di pietà gli presero il cuore ad un punto, gli occhi gli s'empierono di lacrime, il petto gli ansava, ed egli mormorava tra sè concitato: — M'ingannavo, dunque! Essa è buona, è santa, mi amava; la ragione della sua freddezza è in quelle parole del romanzo; non poteva sperar nulla, credeva impossibile ch'io la ricambiassi, si voleva sottrarre al pericolo, si voleva vincere; taceva, soffriva, piangeva, mi perdonava, scriveva le mie parole, baciava i miei fiori, e io la credevo senza cuore, io la pungevo, io la schernivo, io l'ho insultata; io che non son degno di baciarle il vestito, io ho insultato lei, quella giovane disgraziata, quel povero angelo senza speranze e senza conforto; io sono un vigliacco!

— Signor Riconovaldo, — disse improvvisamente la vecchia, — è arrivata la carrozza; se ne vada via subito; guai a me se Candida lo vede qui! Ho appena tempo di riporre i libri.

— Andatevene.

— Ma no; lei mi vuol far sgridare; per carità vada via, a momenti Candida è qui, la scongiuro, se ne vada!

— L'aspetto.

— Ah! no, signore, per carità.... Dio! Eccola qui!

— Oh Candida! Candida! — proruppe Riconovaldo con un accento profondamente doloroso e supplichevole, correndole incontro colle mani giunte; — perdono, mia povera Candida, perdono! —