— Presto!
— Senti, — continuò il giovane colla voce così bassa che appena si sentiva; mi costa uno sforzo che tu non puoi immaginare.... il doverti dire.... Non mi rincresce mica per me, Giulia, ma per te.... Tu mi perdonerai.... Io credevo d'avere il coraggio.... di tacer sempre; ma il coraggio mi manca.... io tradisco tutti i miei proponimenti.... ho aspettato fino all'ultimo.... dimmi che mi perdonerai!
— Oh sì! sì! — rispose Giulia piangendo; — ma parla!
— Ebbene.... ho da dirti una cosa.... che non ti posso dire guardandoti.... appoggia la testa qui.... così.... —
Giulia appoggiò la testa sul petto del giovane, e questi avvicinò le labbra al suo orecchio. Stettero qualche tempo immobili in quell'atteggiamento: essa col viso rivolto in su, e gli occhi socchiusi, come se dormisse; egli col capo chino e i capelli sparsi sulla fronte. Non si sentiva che il respiro affannoso di Giulia, e un gemito monotono della madre che dormiva nell'altra stanza. Era la prima volta che egli la teneva fra le braccia in quel modo, e per qualche momento la dolcezza di quell'abbraccio fu in tutti e due così viva, che quasi sospese in loro il senso del diverso dolore che li agitava; le guancie di Giulia si soffusero di rossore, e le sue labbra si apersero con un leggero sorriso; Alberto la baciò, e subito tirò indietro il viso come se si fosse scottato; tornò in sè, mise un gemito tronco, e riabbassando il capo in atto di profondo abbandono, mormorò nell'orecchio a Giulia: — Ho fame! —
Giulia balzò in piedi gettando un grido, e restò immobile, chinata, intenta, cogli occhi fissi in quei d'Alberto.
Questi si coperse il viso, ed esclamò con accento sconsolato: — Ah, non lo dovevo dire, Giulia! Perdonami! —
La ragazza gittò un altro grido acuto, straziante, cadde in ginocchio dinanzi ad Alberto, lo baciò, si rialzò, si guardò intorno, si cacciò le mani nei capelli, diede in uno scoppio di pianto, e gridò: — Io divento pazza! — Corse alla porta, chiamò ad alta voce: — Mamma! Mamma! — Rivenne indietro e ribaciò Alberto, si slanciò nell'altra stanza singhiozzando, ritornò a passi concitati tenendo il grembiale aperto colle due mani, vacillò e cadde.
In quel punto s'affacciò sull'uscio la madre.
Alberto, pallido, cogli occhi fissi su Giulia, colle braccia penzoloni, pareva fuori di sè; Giulia stava inginocchiata, col capo abbandonato sulle ginocchia di lui, immobile; sul pavimento, intorno a loro, erano sparsi dei pezzi di pane e delle frutta, che la ragazza s'era lasciata sfuggire cadendo.