Alberto mise una mano sulla spalla della ragazza, la guardò negli occhi, e mormorò: — Cara Giulia! se ti dicessi quello che ho.... ti affligerei troppo! Lasciami solo, te ne prego, ti prometto che un giorno ti dirò tutto; ora non posso, non ne ho il coraggio.... —

Giulia s'alzò improvvisamente, corse alla porta, guardò nell'altra stanza: sua madre dormiva. Richiuse l'uscio, tornò, e si gettò in ginocchio dinanzi ad Alberto.

— Per l'ultima volta, — proruppe con voce di pianto, — te ne scongiuro: dimmi quello che hai! —

Alberto stette qualche momento sopra pensiero, guardandola; poi si scosse, come se si fosse risoluto a parlare; aprì la bocca....

— Dunque! — esclamò vivamente Giulia.

— Guardami.., — ripose Alberto con un filo di voce.

Giulia si fece un po' da parte, affinchè il lume battesse in pieno nel viso d'Alberto; lo guardò attentamente, e poi, afferrandogli tutt'e due le mani, esclamò spaventata: — Ma tu soffri molto! Tu hai bisogno del medico, Alberto! Che hai? che ti senti? —

Alberto lasciò cadere il capo sopra la spalla di Giulia.

— Mio Dio! — disse questa, tentando inutilmente di sollevarlo — Mamma! mamma!

— No, non la chiamare, — mormorò Alberto senza alzare il capo, e mettendo le braccia intorno al collo della ragazza inginocchiata; — .... ti dico tutto.