“Un momento!” gli gridai; “Sentite! Una parola! Come mai.....”
Era scomparso.
Avete capito che razza di contadini c’è in Olanda? E dico, potrei far sacramento che non ho aggiunto una mezza parola di mio.
GRONINGA.
La Groninga è forse di tutte le provincie dei Paesi Bassi quella che la mano dell’uomo ha più meravigliosamente trasformata.
Nel sedicesimo secolo, una gran parte di questa provincia era ancora disabitata. Era un paese di aspetto sinistro, coperto di sterpeti, d’acque stagnanti, di laghi tempestosi, e inondato ogni momento dal mare; nel quale erravano frotte di lupi e sciami innumerevoli d’uccelli acquatici, e non si sentiva altra voce che il canto dei ranocchi e il lamento dei daini. Tre secoli di lavoro coraggioso e paziente, smesso più volte senza speranza e poi ripreso con maggiore ostinazione, e condotto a fine in mezzo a ogni sorta di difficoltà e di pericoli, hanno trasformato quella regione selvaggia e spaurevole in una terra fertilissima, intersecata da canali, popolata di fattorie e di ville, dove fiorisce l’agricoltura, ferve il lavoro, circola il commercio, e brulica e si espande una popolazione agiata e civile. La Groninga, la quale nel secolo scorso era ancora una provincia povera, che pagava allo Stato una metà meno della Frisia e dodici volte meno dell’Olanda propriamente detta, è ora, rispetto all’estensione del suo territorio, una delle provincie più ricche del regno, e produce da sè sola i quattro decimi dell’avena, dell’orzo e della colza che si raccolgono nei Paesi Bassi.
La parte più florida della Groninga è la settentrionale, e lo è a tal segno, da non potersene formare una giusta idea, se non percorrendo quelle campagne; nè io potrei, benchè le abbia percorse, descriverle meglio che aggiungendo le mie osservazioni e quelle che raccolsi dai Groninghesi, alle descrizioni che ne danno l’agronomo francese Conte di Courcy, il quale pure non fece che attraversar di volo il paese, e il belga Delaveleye, autore d’una bell’opera sull’economia rurale della Neerlandia, ch’ebbi già occasione di rammentare.