Aver la lucia. — Lo dicono in Firenze ai bambini quando la sera, dal sonno, non possono tenere gli occhi aperti.
Fare i lucciconi. — Si dicono lucciconi quelle grosse lagrime che ci cadono dagli occhi per qualche improvvisa cagione di dolore, e che quasi si vorrebbero celare.
Fare le cocche. — Battere una mano aperta sull'altra serrata per segno di beffa.
Fare un manichetto. — Si dice di mettere una mano nella snodatura dell'altro braccio piegandolo all'insù, che è atto di sdegno e d'ingiuria.
Dare il congone. — Atto di scherno che si fa battendo i pugni chiusi, o coi polpastrelli delle dita raccolti insieme, le gote gonfiate a questo fine.
Dare un lecchino. — Lo dicono i ragazzi per quell'atto di dispregio, che si fa mettendosi un dito in bocca, e poi, così bagnato di saliva, battendolo sul viso dell'altro.
Fare il linguino. — Mostrare la punta della lingua tenendola stretta fra le labbra; atto che ha differenti significati secondo che è fatto da bambini o da adulti.
Sonare la furfantina. — La furfantina è un concerto di fischi, urli e varii suoni fatti con la bocca, che si fa dai ragazzi per ischerno d'alcuno.
Fare la sassaiuola. — Sassaiuola, battaglia coi sassi, e il trarre più persone dei sassi contro alcuno. Es.: Quei maledetti ragazzi, appena lo videro, gli cominciarono a fare la sassaiuola.
Marinare la scuola. — Non andarvi.