Era un angiolo d'anima e d'aspetto;

Pareva un fiore — e qualche riccioletto

Gli usciva già di sotto al cuffiettino.

La notte, lo cullavo — e sul mattino

Venia — nudo e ridente — nel mio letto,

E sgambettando mi puntava al petto

E contro il volto il suo rosso piedino.

Ed ogni sera — in lui rapito — chino

Teneramente sul suo bianco nido

Gli coprivo di baci il corpicino;