Il dottore la trattenne e la fece risedere. I ragazzi si fermarono; tutti tacevano; si sentiva in lontananza un rumore confuso.
Il dottore prese i due ragazzi per mano e li condusse alla finestra, e tutti e tre cominciarono a guardare attentamente verso la campagna. Il dottore parlava a voce bassa e accennava qualcosa di fuori; i ragazzi, col braccio teso, accompagnavano i suoi movimenti.
“Eccoli,” disse sotto voce il più grande.
Si sentiva un brulichìo più distinto.
Il più piccino mormorò, facendosi pallido: “Non si reggono quasi in piedi! “
“Dottore!” esclamò la madre con accento supplichevole senza ardire di moversi dall’angolo della stanza dove si trovava.
Dopo qualche istante di silenzio e d’immobilità, i due ragazzi, con un solo movimento improvviso e rapido, si voltarono indietro inorriditi e appoggiarono il viso sulle spalle del dottore.
Avevan fatto sedere i due soldati sull’orlo di un fosso; nel chinarsi, uno di essi era caduto.
“Dottore!” disse ancora una volta la signora con una voce appena intelligibile.
Il dottore posò le mani sul capo dei due ragazzi, e facendoli voltare a forza il viso verso la campagna, li tenne tutte e due così, immobili, colla fronte alta, pallidi, dicendo severamente: