Amico, abbassate la voce, vi prego. Parliamo con calma. (con un sorriso) Non volete già ripartire stassera?

CLAUDIO (ritorna a sedere)

IDA (a mezza voce)

Un rimedio che le ha tanto giovato!...

CLAUDIO (ferito)

Se non m’ha giovato, la colpa non è tutta mia... oramai.

IDA (seria)

Cioè?... Ah ecco, ci sono. Ebbene queste sono parole che non mi sarei mai aspettate! L’ho accolto con festa, l’ho invitato alla villa, e ve l’ho trattenuto. Sono questi i miei torti? (dopo una pausa) Ah voi altri uomini come siete terribili per tormentare voi stessi e chi vi vuol bene! Irrequieti, sospettosi, vanitosi, turbolenti... Volete far così poco per farvi amare, sapete far tutto per rendervi impossibili. E non comprendete mai, non indovinate mai: agite all’opposto sempre di quel che dovreste. Ruvidi quando sarebbe il caso d’essere miti; deboli ed inetti quando dovreste essere forti. Infine sapete qual è il mio vero torto? (dopo una pausa, porgendogli la mano) Quello di voler essere anzitutto compresa.

CLAUDIO (bacia la mano e vuol trattenerla fra le sue).

IDA (ritirandola)