L’idea di dare semplicemente una scappata a Parigi o a Berlino non lo invogliava; avrebbe voluto andar più lontano di quel che non fosse mai andato, e per maggior tempo. E allora?... A un tratto gli tornarono in mente le parole di Rocco: — Perchè non viene mai a trovarci? — Vi rispose con una spallucciata. Ma le parole tornarono ancora, e non già con quell’accento di rustica preghiera con cui erano state proferite, ma con un suono persuasivo e gentile, che induceva una certa speranza di pace.

Roberto fantasticò assai la sera e la notte. La mattina dopo si levò di buon’ora; dispose le cose sue in modo da poter prolungare l’assenza a piacimento; prese con sè Giuseppe, cameriere, cocchiere e all’occasione anche cuoco, e partì per il Fortino.

IV.

La villa detta il Fortino sorge in mezzo alla pianura, discosta un miglio da Casaletto e forse tre da Bornengo. Essa può aver preso il suo nome da un’antica opera di fortificazione campale di cui non è rimasto vestigio, o semplicemente- dall’aspetto saldo e disadorno del piccolo palazzo, assai bene elevato sulla casa rustica che lo fiancheggia a destra, e sugli alberi del giardino affollati a sinistra. Questo giardino non è molto grande nè molto signorile, ma è quieto ed ombroso; al di là del muro di cinta si estendono, fin dove arriva lo sguardo, i campi ed i prati.

Roberto, partito da Torino col treno delle nove e quaranta, arrivò a Bornengo verso le undici, e continuò il suo viaggetto in calesse. In quell’ora Rocco stava in un campo, a un tiro di schioppo da casa, e badava agli opranti che mietevano. A un tratto sente un legno che si viene avvicinando, si volta a guardar sulla strada, crede di travedere, poi grida:

— È lui! Il padrone! Il nostro padrone!

E gli corre incontro con l’agilità e la leggerezza d’un bufalo.

— Piano! — diceva Roberto, ridendo. — Son qui. Sta tranquillo. Non torno mica indietro, sai...

Il fittaiuolo si mise di fianco al calesse, che seguitò più adagio.

— Giuraddiana! Chi poteva immaginare... Son proprio contento... Ma perchè non dir niente? Perchè non dir niente?