— E dunque? E questo thè?
— È pronto... Cioè no! Scusi, non mi aveva detto niente. Anzi...
— Tientelo! Dammi... dammi due ciliege in guazzo; poi vado a far due passi. Spicciati, chiappamosche!
Rocco, che non stava mai con le mani in mano, spazzava le foglie presso i sedili alla rustica. Vedendo spuntare il padrone di dietro al palazzetto, si turbò e cercò di svignarsela.
— Alto là! Fermo! — gridò Roberto. — Perchè mi sfuggi? È una bella storia, questa!
— Abbia pazienza. In questi giorni affoghiamo nelle faccende...
— Rocco, le bugie hanno le gambe corte.
— Ma no, creda che...
— Lasciamo andare. Bel tempo, eh?
— San Martino.