— Tutti i giorni?
— Magari, se potesse! Ma non può. Non può perchè: ehm, c’è chi vigila, chi sta all’erta. E con ragione. A Casaletto e nei contorni tutti sanno che si è incapricciata di lei.
— Di me? Che sciocchezza!
— Eh sì! Ma poverina... Io la compatisco; dice bene il proverbio: amor non ha sapienza.
— Voglio dire: che favola! che fanfaluca!
— Senta, se fosse una fanfaluca, Michele Masino e Bastiano Millo non avrebbero dell’amaro in corpo contro di lei.
Qui Rocco dovette vedere qualche cosa di molto strano negli occhi del padrone, perchè soggiunse subito:
— Per carità! Mi raccomando... Non è il caso di far risentimento, di far provvedimenti. Bastiano è un giovane quieto, un giovane prudente, che o presto o tardi metterà il cuore in pace. Michele è un uomo tutto d’un pezzo, un uomo mezzo salvatico, come dire un africano, ma incapace di torcere un capello a nessuno. Già non bisogna pretendere di pigliarlo pel naso! Non bisogna capitargli innanzi in un cattivo momento, in uno di quei momenti in cui non si scerne più il bianco dal nero...
— Ho capito — disse Roberto, distratto: — starò in guardia.
— Ecco! Bravo! Stia in guardia. Anzi, sa cosa dovrebbe fare? Le parlo col cuore in mano. Sa cosa dovrebbe fare? Ritirarsi in città. Torino è un porto sicuro. Così, mettiamo che in questo paese ci sia un pianeta, un influsso cattivo, lei se ne va fuori tiro. Intanto noi pregheremo il Signore per lei. Penseremo a lei, come se fosse presente...