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LA FALCE

I.

Giuseppe si accostò in punta di piedi all’uscio che metteva nella stanza del padrone, e stette in ascolto.

— Dorme — susurrò poi.

— Dorme? — disse Rocco Fea, ritto in mezzo all’anticamera, col cappello tra le mani. — Pazienza, aspetterò.

— Ve l’avevo detto — riprese il servitore. — Dopo mezzogiorno dorme sempre un paio d’ore.

— Un paio d’ore? Oh povero me! Allora non potrò ripartire che a sera... Un paio d’ore! Come si fa?...

— Zitto! Si muove, cammina... Sì, sì, cammina. Adesso posso picchiare.