— Mare in burrasca! — ripetè il maestro, scattando in piedi. — Io vi do la buona notte, sapete.
Il segretario lo agguantò per la giacchetta, tirò forte, lo fece seder di nuovo.
— Fermo! — gridò. — Chi è colui? Come ha nome?
— Come colui? — rispose Tomatis, severo. — Volete dire quel signore?
— Alle corte: come si chiama?
— Non lo so.
— Eh bravo! Me ne rallegro moltissimo. Mi rallegro con voi che avete la baldanza di giuocare con... con chi che sia, con un non so chi. State all’erta, sapete, perchè...
— Ma non avete visto com’era ben vestito?
— Appunto! L’abito non fa il monaco, anzi... I birbanti è il loro mestiere di cambiar vestimento. Vestimento e travestimento. Mio padre, buon’anima, raccontava un monte di cose...
Il maestro fece con la bocca un certo atto, come di chi vuol parlare e non trova il verso o pensa ad altro, poi si alzò, balzò fuori e chiamò il figliuoletto dell’oste, che vociava e scavallava in cortile.