— Eccomi — disse l’oste entrando e buttandosi a sedere sur una panca vicino all’uscio. — E il forestiero?

— Se n’è andato — rispose Tomatis.

— Me l’aspettavo — mormorò Baino.

— Perchè? — chiese Galosso.

— E gli ordini? E la consegna? Possibile che non abbiate indovinato? Ma è un ufficiale, per diana! Uno di quelli che girano l’Italia in borghese per impratichirsi delle strade, dei passaggi, dei ponti, dei fiumi...

— Le zucche! — esclamò Galosso. — Non credo niente. L’avrei capito subito. E poi, di qui alla frontiera c’è un bel tratto...

— Sicuro! — aggiunse Tomatis. — Siamo nel cuore della pianura!

— Bravi! — gridò Baino. — Come se le battaglie si facessero solamente in pianura! Ed è a me che venite a dir questo? A me che sono stato soldato!

— Tornando al forestiero — riprese Tomatis, — più ci penso e più mi par che ricordi qualcuno.

— E chi mai? — domandò Galosso.