— Qui sta il busillis!... Sentite: e non potrebbe essere semplicemente lo sposo della signorina Luvotto?

— Ouf! — fece l’ostessa, che entrava col lume. — Questo poi no!

— Perchè no?

— Non sarebbe una persona adatta: troppo bello, troppo garbato...

— Bello non vuol dir ricco — osservò Baino. — Tonio Luvotto è il primo proprietario del paese.

— Lo era! — esclamò Galosso. — Adesso non lo è più.

— Quattrini e sanità metà della metà — susurrò Tomatis.

Si cominciò a discutere: l’oste e sua moglie sapevano da buona fonte che ultimamente Antonio Luvotto aveva guadagnato forte in un’impresa, di modo che poteva dare una dote da principessa alla figlia; il maestro e il segretario avevano da fonte sicura che il sindaco scapitava ogni dì più, anche perchè voleva trionfare alla splendida e passare per il re di Casaletto.

In questo mentre Gigino rientrò saltabeccando.

— E dunque? — chiese il maestro.