La posta era arrivata, il giornale era già sulla tavola. Giuseppe entrò col vassoio, e gli domandò come avesse passata la notte.

— Bene — rispose Roberto, servendosi.

— Son contento, ma n’ero sicuro; infatti così ho risposto a chi mi ha chiesto di lei.

— Se c’è stato qualcuno a cercare di me, hai fatto male a non avvertirmi.

— No, non a cercar di lei, ma a domandar sue nuove. Era ancor presto. E poi, si tratta d’una persona che lei non conosce. Perchè qui è un po’ come a Torino: tutti conosciamo il Re e la Corte, ma essi non conoscono noi. I contadini e le contadine...

— Ma com’è possibile che una persona che non ho mai visto...

— Non dico questo: l’avrà vista e anche guardata, perchè merita la pena. E come! L’avrà anche guardata, ma non al Fortino, ch’io sappia. Quand’essa viene, lei è ancor sempre a letto.

— Ma insomma si può saper chi è?

— Sì signore. È una bella ragazza, fresca come una rosa, bianca e linda come il bucato. Infatti la chiamano la Marchesina. Però è figlia d’un pover’uomo, che fa il pescatore e traghetta la gente dall’una all’altra riva di non so più che acqua.

— La Baraschia forse?