— Scusate — disse il giovane signore: — potete darmi un po’ d’acqua? Ho un’arsione che non ne posso più.
— Vuol bere a garganella? — chiese la fanciulla, alzandosi e tirando su la brocca. — L’acqua pare più fresca e leva meglio la sete.
— Ah sì! E come si fa? Io non sono pratico.
Ella rispose che bere a garganella voleva dir bere senza accostare il vaso alle labbra, ma sostenendolo in aria e versando l’acqua in bocca senza ripigliare il respiro.
— Per bacco! — esclamò Roberto, ridendo. — Ma è un affar serio, un affar complicato; io non ci arriverò mai. Da brava, lasciatemi bere... come ho sempre bevuto.
— Ecco — diss’ella porgendogli la brocca e dando un passo addietro: — si serva pure.
Quando Roberto si fu dissetato, mormorò galantemente alcune parole, ch’ella troncò incamminandosi.
— Susanna...
Ella si voltò senza scomporsi, punto maravigliata di sentirsi chiamare per nome.
— Susanna... ancora una parola...