Si gettava già avanti, quando vide Susanna porgere la mano al giovane, ritirarla quasi senza dargli il tempo di stringerla, e staccarsi bruscamente.
Quegli, fatta una spallucciata, girò sui talloni e in un momento fu alla svolta.
La fanciulla scese verso la Baraschia con passo fermo e veloce, guardando diritto davanti a sè.
— Susanna! — disse Roberto, presentandosi.
Ella si fermò su due piedi e lo squadrò come se penasse a raffigurarlo.
— Sono io — proseguì il giovane signore, — sono io in carne e ossa. Ero lì che mi godevo l’ombra, quando vi ho vista arrivare. Figuratevi se ho voluto perdere l’occasione di...
— Scusi — diss’ella, scostandosi alquanto, — ho fatto tardi e mio padre mi aspetta.
— Tardi! Il sole non è ancora andato sotto, e la vostra casa è lì... Siete stata fuori tutto il giorno, eh? Per questo avete fretta?
Si accorgeva al colore del volto, all’espressione degli occhi, che un qualche nascosto pensiero la travagliava; e ciò invece di rabbonirlo, lo irritò.
— Del resto — ripigliò poi, volgendosi indietro, — anche l’altro aveva fretta. Guardate: non si vede più.