Rob. A Torino guidavo cavalli miei e non mi tiravo dietro l’arca di Noè. — E poi non vedo alcuna necessità di andar con questo caldo fino alla Bertranda.
Elena. Però, di quando in quando un’occhiata ai nostri affari sarebbe utile, per non dir necessaria. Anche tua madre...
Rob. Mia madre non c’entra... Badate alle cose di casa voialtre donne, che a quelle di fuori penso io.
Elena. (Si guarda le mani con aria rassegnata, ma non convinta).
Rob. Vado alla posta; ti occorre qualcosa?
Elena. No, grazie.
Rob. (La guarda un momento dal fondo, poi torna abbonito) Abbi pazienza... Ho detto che mi pareva inutile andar oggi; ma andremo alla Bertranda un altro giorno... Bisogna immaginare che figura si farebbe in quella vecchia berlina! E ci toccherebbe far strada con quelli che vanno al Santuario! Tutti questi signori del contorno hanno bei legni moderni, e che cavalli! e noi non abbiamo più niente. Almeno non mettiamoci in mostra! — Tutto quello che vuoi, ma ridicoli no. Scusami, eh! (Le prende la mano, e via).
Elena. (Resta pensierosa un istante, poi si stringe nelle spalle sorridendo amaramente, e va per passare in giardino).
SCENA TERZA. Elena, Clelia, Blavetti.
Clelia. (Entrando dalla sinistra, seguita da Blavetti) Elena!... Te ne vai?