Elena. (Con un grido) Oh! Non è vero! Non è vero! Non è vero!

Mar. (indicando l’armadio) Guardi che è aperto! Aveva messa lì la valigia per averla a mano...

Elena. (Si passa una mano sulla fronte, guarda fissamente, come fuori di sè).

Mar. Lo sapevo, io! Ma in grazia mia non si sono trovati... (Correndo all’uscio del giardino) E l’altra è là, sa, la sfacciata! Aspetta; chi sa come si arrabbia! Non so cosa le farei!

Elena. (È sempre ritta davanti all’armadio: ad un tratto si scuote come colpita bruscamente da un’idea, si slancia, trova la boccetta dell’acido e respingendo Marianna, balza in giardino).

Mar. (Sbalordita) Ohi, ohi! perchè? Cosa fa?... Signora, signora!

(Uno strido acutissimo di fuori).

Mar. Oh povera me! (Correndo via a sinistra) Signora Clelia! Signora Clelia!

SCENA NONA. Elena sola.

Elena. (Rientra ansante, si lascia andar sul sofà, esausta di forze. Dopo un istante, si scuote come svegliandosi, tende l’orecchio atterrita).