Vitt. (accostandosi ad Amedeo, e battendogli sopra una spalla). Tu vieni con me.

Amedeo (lo guarda trasognato).

Vitt. Hai sentito come ti hanno parlato quei due ufficiali? E, bada, senza nessuna intenzione di offenderci. Il tuo posto non è più qui.

Amedeo (si scosta con un atto rabbioso).

Vitt. Partiamo insieme, domattina.

Amedeo. Senza vederla più?... No!

Vitt. Ricorda. Volevi venire quando si entrò in campagna. Non ho consentito. Pareva non si trattasse che di respingere una torma di furibondi, e profittar della vittoria per tentar la conquista. Era un errore, era un sogno. Il nemico ha vinto, rivinto; si fa ogni giorno più esperto e feroce. (Con forza). La casa brucia, tutti dobbiamo correre al fuoco!

Amedeo (animandosi un poco). Ti raggiungerò.

Vitt. Parti con me e ti darò il modo di farti subito onore. Staremo in Asti fin che ci lascieranno. Oh, ma non si andrà per le lunghe! Alla metà di gennaio ci metteremo in marcia verso le montagne: andremo a rilevare i battaglioni che avranno svernato lassù. Vedrai un’accolta di spettri... e ti sentirai un altr’uomo.

Amedeo (amaramente). È un rimprovero, questo?