(10º)
Finalmente ho trovato il modo di penetrare nell’antro dell’orso.
L’idea è certo arrischiata, ma voglio uscire dal mondo dei sogni ed entrar nel campo dell’azione... la mia vita intera è diventata un desiderio sconfinato, potente, insaziabile: vorrei gettare tutta la mia gioventù, la mia forza, la mia intelligenza ai piedi d’Elena per averne un sorriso, una parola, una speranza.
Una scintilla mi ha accennata una via; quel povero merciaio entrato stamane nel cortile dell’osteria mi ha innocentemente posto fra le mani un filo, che varrà a guidarmi... forse...
L’avevo già fatto venire in camera, l’avevo davanti col bicchiere colmo di vino, e non sapevo ancora come entrar nell’argomento.
L’ho fatto ciarlare e bere, e mentre beveva e ciarlava, ho maturato il progetto e studiato i suoi gesti, gli atti, i suoi modi di dire, per sapermi immedesimar nel personaggio, senza tradir poi le mentite spoglie.
Povero diavolo, se mi va bene ogni cosa, voglio farlo contento.