— Elena ne va la vita... lo giuro.
Dovette vedermi l’anima negli occhi in quel momento.
Miniuti tornava all’uscio. Il biglietto mi sparì dalle mani in un lampo.
S’egli mi avesse ucciso colla pistola che teneva fra le mani, sarei morto contento.
Egli aveva ripulita l’arma e la stava caricando. Era in un momento di buon umore e forse per lui di espansione, mostrava sorridendo i denti bianchi ed acuti sotto le labbra pallide. Alzò la pistola e mi disse: — Questa, vedi, e l’altra sua compagna, sono sempre con me, sul tavolo in casa, in vettura se viaggio,.. perciò fa di non venirmi tra i piedi in un cattivo momento, che saresti un uomo morto e mi tolse, così scherzando, di mira.
Vidi trasalir Elena. Egli se ne accorse, rise e le disse: — Oh! non temere che lo ammazzi, non potrei sparare, vedi manca la selce al cane.
— A proposito, non avresti per caso selci da pistola in bottega?
— Oggi no, signore, ne farò ricerca subito, e quando tornerò a portar la lana grigia per la signora, porterò anche le selci.
M’aprivo così una via a tornare.
— Cosa vuoi fare della lana grigia?