Stai a sentire! Si mostrarono prima certi cenci corrosi e scoloriti che presero una forma... la forma d’una persona avvoltolata fra coperte, e, subito, capisci, subito venne in luce la testa, una faccia umana vera, con la pelle secca e gialla come pergamena, stirata qua, grinzosa là, con gli occhi affossati nelle orbite enormi, la bocca storta e contratta, i denti visibili, bianchi ed intatti... E poi i capelli, le ciglia, certi mustacchi rossicci ancora aderenti, come incollati... una mummia, ecco, una vera mummia, in una parola!

Ti so dire che nessuno aveva faccia da ridere: pallidi, allibbiti, non si pronunciava sillaba, come non s’avesse più fiato...

Ho voluto tener la cosa segreta... Storie! Tutto il paese volle vedere: il parroco ha detto subito non so quante messe in suffragio dell’anima sconosciuta, e le pagherò io.

Il giornale della provincia: l’Eco dei colli, raccontò romanzescamente il fatto e concluse sperando che l’autorità, con perspicaci investigazioni, sarebbe riescita a stabilire l’identità degli avanzi e fare la luce. Sicuro!

Ma, viva Dio, non pare anche a te una cosa curiosa, fantastica, incredibile, enorme: un fatto da romanzo!?... A proposito, il dottore Vercellis è accorso subito, è rimasto di stucco anche lui e mi ha tanto raccomandato di venirtelo a dire.

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Reliquie[Pag. 5]
Le masse cristiane[159]