Même après qu'elle était enfuie et disparue,

Et que debout, pensif au milieu de la rue,

Contemplant, ébloui, cet être gracieux,

J'avais l'œil dans l'espace et l'âme dans les cieux,

Une vieille, moitié chatte et moitié harpie,

Au menton hérissé d'une barbe en charpie,

Vêtue affreusement d'un sinistre haillon,

Effroyable, et parlant comme avec un bâillon,

Me dit tout bas: — Monsieur veut-il de cette fille?

È il ritratto d'una santa, morta d'itterizia in convento; è la visita a un bagno di forzati; è lo spettacolo d'un cimitero. Le tenebre si fanno più folte: i fantasmi diventano più terribili e scivolano per le tenebre come lemuri, schifosamente. Ecco una processione di bonzi, seguita da una processione di preti, e dietro un arcivescovo nemico della luce. Poi i fantasmi a poco a poco si allargano, si allungano, si diffondono in idee astratte: la satira drammatica di Orazio, cede il posto alla satira predicatrice di Giovenale: i quadretti scompaiono sotto una eruzione di sermoni. Le idee, non più vestite di forme plastiche, ma libere e fluide, prorompono cozzando. Prima è la filosofia che dà la scalata al cielo: il vecchio spirito della notte, coi chiodi che tennero saldo Cristo in sulla croce, fabbrica all'uomo una catena: esso agghiaccia le fronti scaldate dall'aurora: — È necessario che una fiamma fosca rischiari un imperatore: per questo io ho scritto gli Châtiments. Io ho dovuto fare questo libro; ed ecco Parigi agonizza, e un uomo è fuggito: è un vigliacco: è l'imperatore. Così tutto è finito: la rivoluzione francese non è che una pazza, a cui Bruxelles dice: vattene. E io sono odiato. Perchè? Perchè amo i deboli e i vinti. Ma che monta? Dalle culle mi piovono benedizioni, l'uomo che piange mi sorride tra le lacrime, il firmamento è azzurro, e ogni dovere è un diritto. Gloria a Dio. Ma forse voi avete ragione: io sono un imbecille: