[522.] Stor. Aug. p. 140. Erod. l. VI p. 223, Aurel. Vittore. Paragonando questi autori, sembra che Massimino avesse il comando particolare della cavalleria Triballiana, e la commissione di disciplinare le reclute di tutto l'esercito. Il suo biografo avrebbe dovuto più accuratamente indicare le sue imprese, ed i diversi gradi, pei quali egli passò.
[523.] Vedi la lettera originale di Alessandro Severo. Storia Aug. p. 149.
[524.] Stor. Aug. p. 135. Ho moderate alcune delle più improbabili circostanze riferite nella sua vita, per quanto se ne può giudicare dalla narrazione di questo sciaurato biografo, secondo il quale parrebbe che il buffone di Alessandro entrasse a caso nella sua tenda, mentre ei dormiva, e lo svegliasse, e che il timor del castigo l'inducesse a persuadere ai malcontenti soldati di commettere quell'assassinio.
[525.] Erod. l. VI. p. 223. 227.
[526.] Caligola, il maggiore dei quattro, non aveva che 25 anni quando ascese al trono; Caracalla ne avea 23; Commodo 19, e Nerone 17 soltanto.
[527.] Sembra ch'egli ignorasse interamente il greco, linguaggio d'uso universale allora nello scrivere e nel conversare, lo studio che faceva parte essenziale d'ogni culta educazione.
[528.] Stor. Aug. p. 141. Erod. l. VII p. 237. Ingiustamente si accusa quest'ultimo Storico di aver nascosti i vizj di Massimino.
[529.] Veniva paragonato a Spartaco, e ad Atenione: Stor. Aug. p. 141. Alcune volte la moglie di Massimino sapeva con i suoi savj e dolci consigli rimettere il tiranno sulla via della verità e dell'umanità. Ved. Am. Marcellino l. XVII. c. 1, dove fa allusione a quella circostanza, ch'egli ha più estesamente riferita sotto il regno di Gallieno. Si può vedere dalle medaglie, che quella benefica Imperatrice si nominava Paulina: il titolo di Diva indica ch'essa morì avanti Massimino. (Valois, ad loc. cit. Amm.) Spanheim de U. Et P. N. tom. II. p. 300.
[530.] Erod. l. VII p. 238; Zosimo l. I p. 15.
[531.] Nel fertile territorio di Bizacena a cento cinquanta miglia da Cartagine verso mezzogiorno. Fu probabilmente Gordiano, che dette il nome di Colonia a quella città, e vi fece fabbricare un anfiteatro, che il tempo ha rispettato. Vedi Itineraria Wesseling p. 59, ed i viaggi di Shaw pag. 117.