[512.] Ved. le sue Lettere. Tutti questi testamenti gli davano occasione di mostrare il suo rispetto pei morti, e la sua giustizia pei vivi. E questo e quella egli conciliò insieme nella condotta ch'ei tenne con un figlio diseredato dalla madre (V. 1).
[513.] Tacito Ann. XIII 50 Esprit des loix l. XII c. 19.
[514.] Ved. Il Paneg. di Plinio; la Stor. Aug., e Burmanno De vectigalibus.
[515.] I tributi, propriamente detti, non erano dati in appalto, giacchè i buoni Principi condonarono spesso molti milioni di rate decorse.
[516.] La condizione dei nuovi cittadini viene esattissimamente descritta da Plinio (Panegir. c. 37 38 39). Traiano pubblicò una legge molto a loro favorevole.
[517.] Dione l. LXXVII p. 1295.
[518.] Chi era tassato a dieci aurei, ordinario tributo, non pagò più che il terzo di un aureo; ed Alessandro fece in conseguenza battere nuove monete d'oro. Stor. Aug. p. 128 con i commentarj di Salmasio.
[519.] Ved. la Stor. di Agricola, di Vespasiano, di Trajano, di Severo, de' suoi tre competitori, e generalmente di tutti gli uomini illustri dell'Impero.
[520.] Non vi era ancora stato esempio di tre generazioni successive sul trono: si erano soltanto veduti tre figli governare l'Impero dopo la morte dei loro padri. Non ostante la permissione e la frequente pratica del divorzio, i matrimonj dei Cesari generalmente furono infruttuosi.
[521.] Storia Aug. p. 138.